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BROOKS TRANSCEND...THE REVOLUTION!

“D’ora in avanti il running non sarà più lo stesso”. Brooks non esita a prendere in prestito uno degli adagi più solenni per presentare la sua nuova creatura la Brooks Transcend, la calzatura da running in vendita  in tutto il mondo.


A Milano la Transcend è stata presentata ieri sera in cima al Palazzo Lombardia, al 39simo piano del grattacielo più alto di Milano (per inciso lo so che Unicredit ha la punta più alta ma ha anche la bellezza di 5 piani in meno rispetto al grattacielo che ospita la Regione). Insomma una presentazione tra le nuvole per questa scarpa che non vuole essere solamente il vertice dell’innovazione di casa Brooks, ma addirittura la punta di diamante di una rivoluzione dei concetti base del running.


Ieri sera a parlarne, indossando una curiosa tuta da astronauta, è arrivato a Milano Brad Fisher, product manager di Brooks, il quale ha dato il via ufficiale al lancio di Brooks Transcend. Con la sua presenza e la sua illustrazione scientifica ha voluto soprattutto rendere pubblico un lavoro di studio decisamente innovativo che vede protagonista il brand americano da circa 3 anni. Uno studio conosciuto nel mondo scientifico con il nome di “Stide Signature” (del quale sicuramente tornerò a parlare su questo blog), letteralmente la firma del passo, ma più concretamente una sorta di impronta da runner che ognuno di noi esprime con il suo stile di corsa.


DONARE PIU’ EQUILIBRIO AL PROPRIO STILE DI CORSA


E’ facile intendere quale sia la filosofia di base che sta dietro a questa calzatura . Non più una scarpa che cerca di correggere il passo attraverso pesanti supporti, ma una calzatura che permette di ottenere una corsa fluida intervenendo a correggere l’appoggio del runner solamente quando è necessario per ottimizzare lo stile di corsa naturale di ognuno.


Se tutto questo è vero, i primi a ringraziare dovrebbero essere articolazioni e ginocchia che possono seguire una linea più naturale, senza dover subire pesanti correzioni che a volte finiscono per essere più dannose che altro…


Detto così, questa scarpa sembra una vera panacea. La sua funzionalità che è tutta da scoprire e verificare sul campo a partire da oggi. Quel che è certo è che questo modo di pensare getta le basi per un nuovo approccio alla progettazione delle calzature da running.


NON PIU’ LE CLASSICHE CATEGORIE


Un modello che rompe definitivamente i canoni delle tradizionali e rigide categorie (devo dire che Runner’s World in questo fa scuola da anni). Basta parlare di scarpe stabili, neutre di … massimo controllo. Da oggi si parla di scarpe e basta. Di calzature più morbide e protettive, oppure di altre più essenziali, flessibili e di grande sensibilità.


Non è un caso che Brooks abbia precorso i tempi di questo cammino, suddividendo la sua collezione in due grandi settori: “Feel” e “Float”, dove il primo (Feel) identifica i modelli più Natural che privilegiano sensibilità e contato del piede con il terreno. L’esempio più calzate sono i modelli Pure Project. Mentre il secondo (Float) è dedicato ai modelli più morbidi. All’interno di queste maxi categorie si trovano tutti i modelli con le loro caratteristiche di maggiore o minore protezione. Al vertice c’è la Transcend


LA NUOVA SCARPA


In attesa di poterla scoprire con una prova vera, provo a raccontarvi cosa c’è di nuovo in questa Transcend. Evidenzierei almeno 5 ingredienti essenziali.


Per cominciare il più importante:


GUIDE RAILS


Come abbiamo detto la principale innovazione sta nel fatto che la scarpa è costruita per non “correggere” nulla, ma deve limitarsi a tenere in equilibrio lo stile di corsa agendo solamente on-demand.
Per questo intorno alla scarpa, tra tomaia e intersuola, è stato inserito una sorta di guard rail (io lo avevo anche chiamato airbag) che contengono il piede quando serve. Qualcosa di simile l’ho già visto su alcuni nuovissimi modelli da trail. Ricordo l’ultima nata di casa La Sportiva. Ma in quel caso la tecnologia è stata utilizzata per contenere il piede, non per sostenerlo in modo così libero.


Sulla Transcend la protezione entra in gioco solamente quando il passo oltrepassa i confini di pronazione o supinazione, rischiando di innescare conseguenze che possono diventare patologie e portare all’infortunio.


SUPER DNA


Altra novità è l’introduzione di una nuova mescola che unisce Dna e BioMogo (i due brevetti di Brooks) realizzando un materiale morbido e responsivo. La cosa che mi è sempre piaciuta del Dna è la sua capacità di adattare la risposta al al tipo di forza che viene impressa. Il nuovo materiale sembrerebbe garantire un miglioramento di queste prestazioni del 25%.


IDEAL HILL


Altro elemento innovativo, sebbene siano già più d’uno le calzature che lo hanno introdotto (Brooks lo ha previsto anche nelle nuove Pure), è un nuovo disegno della talloniera, più stretto e arrotondato. Come ha spigato Brad Fisher, questa forma consente di spostare il punto di primo appoggio di circa 3 cm all’interno della scarpa.


IDEAL PRESSURE ZONES


Il disegno della suola e una forma più ampia del mesopiede e dell’avampiede, consente di distribuire i pesi delle forze di impatto in modo più uniforme sul piede


TOMAIA AL TOP


In una scarpa così tecnologia, non si poteva lasciare al caso la tomaia, che rappresenta l’elemento di maggior confort di una scarpa. La Transcend è dotata di una tomaia morbida e sottile, con rinforzi privi di cuciture e collare e linguetta super imbottiti.


tratto da RUNNER'S WORLD